Io canto ...

Io canto
la luna che anestetizza il peso del vivere,
i paesaggi idillici - narcotici - panteistici tanto amati dai Pink Floyd,
Il Nulla,
l'Assenza,
la Dimenticanza,
la pioggia che bagna il prato arso dal sole estivo,
il sonno che placa il lavoro intellettuale,
le vacche che pascolano miti, incuranti della loro sorte,
le ore trascorse a catturare idee.
Voglio annullare il concetto di tempo in modo che la morte non estingua il mio canto.

Alessandro Dattola
 


Un gesto tutt'intorno ...

Un gesto tutt'intorno, un incanto fatto di seta, di primavera e di nulla ...

Alessandro Dattola

 
 
 





Quartiere

Nel quartiere dove sono nato la notte ubriaca si trascina fino all'alba
lasciando dietro sé cocci di bottiglie taglienti come rasoi.
Una betoniera abbandonata nel cortile è un irresistibile gioco per i bambini del rione.

Ortensie macchiate di fuliggine.
Giradischi, sirene della polizia,
segreterie telefoniche e radioline portatili.

Tramonti viola al neon e draghi elettronici di Taiwan.
Panni stesi al profumo di detersivo Mira Lanza.
Mille lire di focaccia.

Le mie radici sono nel cemento.


Alessandro Dattola
 
 

Alessandra Fiodorovna

Così come la rivoluzione francese ha avuto nella persona di Maria Antonietta il suo capro espiatorio, la rivoluzione russa ha condannato l'Imperatrice Alessandra Fiodorovna allo stesso destino. La loro caduta ha segnato il passaggio all'era moderna.
 
Durante
le prime ore del mattino contemplo l'aurora,
dimentico i doveri di corte e fluttuo tra l'essere e il non-essere,
allora il mio volto assume un incarnato roseo e lo sguardo trasogna.
Così ritorno ad amare il mondo.
 
Sola nel mio letto,
con la luce del candelabro che danza sulle pareti di broccato azzurro,
butto i pensieri in aria che ricadono sotto forma di piccoli punti luminosi, e
 
ripenso alla mia terra natia,
dove da ragazza ammiravo il calar del sole nei caldi pomeriggi estivi.
Lì i prati profumano ancora di menta selvatica.
 
Ieri a palazzo ho avuto una leggera vertigine,
una via di fuga dalla realtà che mi circonda.
Oramai rifiuto la realtà per rimanere me stessa, rifiuto ogni cerimoniale.
 
Se continuerò a vivere lontana dai doveri di stato
i sigilli imperiali proclameranno ufficialmente il mio esilio,
ma sono sempre più convinta che il popolo non ha più bisogno di me
 
una nuova luce brilla negli occhi di ogni contadino di queste terre
e il loro avvenire sarà -materia contro spirito- il loro avvenire!
 
Alessandro Dattola

 
Alexandra Feodorovna Romanova
Darmstadt - 6 giugno 1872
Yekaterinburg - 17 luglio 1918
 
 
 

Libro proposto dalla stella pensante Aletti Editore



 
 
Apro porte
di stanze purpuree,
luoghi mai visti prima,
nuovi mondi da scoprire.
I rossi si scompongono e ricompongono in stravaganti combinazioni.
La materia s'illumina
esplode,
ed io sono il Creato ed il Creatore.
 

Sulla poesia ...

L'acqua gelando al tramonto imprime sulla lastra l'immagine del sole calante, tanto da trasformare il lago in una distesa di ghiaccio rosa.
 
Le attività degli uomini si riducono; ora tocca alla volpe ed al poeta mettersi in azione. Lei spinta dalla fame scende a valle, io spinto dall'inadeguatezza a questo mondo scrivo poesie. Per tutti e due Venere brilla nel blu cobalto del cielo.
 
Il fuoco ipnotico del camino smalta d'oro e rosso i muri ruvidi del salotto. Una fruttiera colma di arance e mele, come una natura morta fa da padrona sulla tavola della sala da pranzo. Contro la parete c'è la libreria dove i libri riposano tra album fotografici e fogli manoscritti, raccolti dentro cartelline colorate.
 
Su un vassoio i resti della cena: pane, formaggio e un vasetto vuoto di yogurt. Dalla cucina arrivano i bagliori di luce della televisione accesa ed i suoni roboanti che accompagnano le azioni dei personaggi di un vecchio film che mia madre segue con dedizione.
 
Salgo in camera mia per sfuggire a quei rumori e provo a rileggere i versi di una mia poesia appena abbozzata, intanto squilla il telefono, un altro suono freddo, metallico, che mette alla prova i miei nervi. La poesia è fuga, la poesia è silenzio. E' mio fratello che chiede se abbiamo provviste per almeno due giorni poichè si prevede una forte nevicata, lo tranquillizzo parlandogli di cose futili proprio per dimostrargli che non sono preoccupato, ci salutiamo e passo la telefonata a mia madre, quindi ritorno a me.
 
Seduto alla mia scrivania, appunto sulla pagina word del PC: raccontare di come la poesia ci libera dalla Grande Illusione, consapevole che solo una piccola parte di quello che pensiamo è dicibile. I gesti quotidiani entrano con incisività nei miei versi, a sottolineare come scrivere non sia diverso da: sciogliere il burro nel bricco del latte, aggiungere lo zucchero, tagliare le mele in fette sottili, appuntare sulla lavagnetta con il pennarello rosso ciò che non si deve dimenticare:
 
comprare la carne per i cani e perpetuare lo sforzo di rimanere se stessi ...
 
...tutto il resto è illusione.
 
Alessandro Dattola


Le renard et l'enfant