Così come la rivoluzione francese ha avuto nella persona di Maria Antonietta il suo capro espiatorio, la rivoluzione russa ha condannato l'Imperatrice Alessandra Fiodorovna allo stesso destino. La loro caduta ha segnato il passaggio all'era moderna.
Durante
le prime ore del mattino contemplo l'aurora,
dimentico i doveri di corte e fluttuo tra l'essere e il non-essere,
allora il mio volto assume un incarnato roseo e lo sguardo trasogna.
Così ritorno ad amare il mondo.
Sola nel mio letto,
con la luce del candelabro che danza sulle pareti di broccato azzurro,
butto i pensieri in aria che ricadono sotto forma di piccoli punti luminosi, e
ripenso alla mia terra natia,
dove da ragazza ammiravo il calar del sole nei caldi pomeriggi estivi.
Lì i prati profumano ancora di menta selvatica.
Ieri a palazzo ho avuto una leggera vertigine,
una via di fuga dalla realtà che mi circonda.
Oramai rifiuto la realtà per rimanere me stessa, rifiuto ogni cerimoniale.
Se continuerò a vivere lontana dai doveri di stato
i sigilli imperiali proclameranno ufficialmente il mio esilio,
ma sono sempre più convinta che il popolo non ha più bisogno di me
una nuova luce brilla negli occhi di ogni contadino di queste terre
e il loro avvenire sarà -materia contro spirito- il loro avvenire!
Alessandro Dattola
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Alexandra Feodorovna Romanova
Darmstadt - 6 giugno 1872
Yekaterinburg - 17 luglio 1918 |